Come finanziare la tua start up

Come finanziare la tua start up

Breve rassegna di tutti gli strumenti di finanziamento che possono essere utilizzati lungo il percorso di sviluppo di un nuovo business.


La fase di start up di un nuovo business è sempre la più delicata. Spesso la si conduce quasi in clandestinità, impegnati in altre occupazioni o attività. Oppure, ci si concentra sugli aspetti squisitamente tecnici, tralasciando elementi fondamentali quali il monitoraggio di strumenti che potrebbero consentire un abbattimento sensibile dei costi di avvio. In questo post presentiamo una breve rassegna di tutti gli strumenti che possono essere utilizzati lungo il percorso di sviluppo di un nuovo business (tra parentesi le somme che è possibile ricavare da ciascuna fonte).

  • Le 3F (€0-€15.000). In genere, la prima fonte di finanziamento è costituita dalle 3F (Friends, Family, Fools), che possono aiutare il neo-imprenditore nella fase di avvio della propria attività. E’ anche un primo test per l’idea di impresa: sono in grado di convincere almeno tre persone a credere ed investire nella mia idea?
  • Business plan competition (€0-€30.000). Si tratta di gare tra startupper condotte sulla base di business plan o servizi almeno allo stadio prototipale. Sono in genere organizzate da enti para-pubblici (ad es Camere di Commercio) o da soggeti privati (working capital di Telecom). In palio piccole somme di denaro per supportare l’imprenditore nell’avvio della propria iniziativa. Danno un’ottima visibilità e opportunità di networking.
  • Finanza pubblica automatica (€1.000-€5.000). Camere di Commercio e Province spesso offrono strumenti di natura “automatica”, che offrono supporto in denaro (sotto forma di voucher) o in “Kind” (supporto di esperti che affiancano il neo imprenditore nella definizione del business plan). Uno strumento di questo tipo è la Borsa Spinner, della Regione Emilia Romagna.
  • Finanza pubblica “a valutazione” (€15.000-€250.000). Si tratta di strumenti con cui la pubblica amministrazione (nella maggior parte dei casi, Regioni) effettua gare (bandi) per selezione i migliori progetti da finanziare. Il finanzimanto è in genere a “fondo perduto” (significa che non deve essere restituito), a cui in alcuni casi si aggiunge una quota a restituzione (cd tasso agevolato). Prevedono una forte burocrazia sia nella la fase di invio della domanda di finanziamento, sia nella fase di gestione: occorre quasi sempre farsi supportare da un consulente esperto (come idea-re!). Fatta eccezione per misure specifiche destinate alle start up, viene spesso richiesto il possesso di requisiti di solidità finanziaria per poter accedere al finanziamento.  Alcuni esempi di questi strumenti: clicka qui, qui e qui
  • Progetti di ricerca europei (€150.000 – €500.000). Si tratta  di fondi erogati direttamente dalla Commissione Europea, che prevedono somme a fondo perduto erogabili solo a raggruppamenti di imprese e centri di ricerca. Hanno un grado di complessità altissimo: una domanda di finanziamento può richiedere parecchi mesi di preparazione ed un lavoro congiunto di più attori per poter essere presentata. E’ necessario farsi appoggiare da consulenti esperti (come idea-re) non solo per poter presentare la domanda, ma anche per negoziarla e gestirla. Sono più adatti a supportare la fase di sviluppo di una start up. La Commissione Europea effettua una due diligence molto severa nella valutaizone dei requisiti di affidabilità finanziaria dell’impresa. A questi link, una desrizione del 7° Programma Quadro di ricerca e alcuni nostri consigli su come approcciare un progetto europeo.
  • Investitori di rischio (€15.000 – Oltre €1M€). Si tratta di investitori disposti a finanziare l’avvio (seed) o lo sviluppo di un nuovo business. Per la fase di avvio sono più frequenti gli interventi da parte di Business Angels (possono intervenire anche come “tutor” dell’imprenditore, mettendo a disposizione il proprio network o competenze). La fase di sviluppo di un business (a sostegno delle attività di scaling o internazionalizzazione del business) richiede l’intervento di capitali più ingenti. In questo caso intervengono i Venture Capitalist. In entrambi i casi, è importante tenere presente che tali soggetti devono essere considerati come soci temporanei: entrano, portano capitale ed escono, con un aumento del proprio capitale.